agosto 13, 2019 0

Pizza romana, che bontà!

Se ami la pizza, avrai senza dubbio sentito parlare della pizza in teglia, o l’avrai mangiata! Che cos’è però esattamente la pizza in teglia? Per avere una conoscenza approfondita della pizza in teglia non possiamo non rifarci al famoso disciplinare «APITER» (Authetic PIzza in TEglia alla Romana) che riassume al suo interno tutte le regole e le indicazioni per realizzare l’autentica pizza in teglia alla romana. Per prima cosa, è importante sapere che questo tipo di pizza è cotto in teglie delle dimensioni di 60 x 40 centimetri. Da qui la sua forma piccola e rettangolare con uno spessore che di solito oscilla tra i 15 e 30 millimetri: la superficie risulta poi omogenea, senza particolari rigonfiamenti, morbida e leggermente croccante all’assaggio. La mollica si contraddistingue per un’eccellente alveolatura come conseguenza di un’elevata idratazione. A fare la differenza con la pizza cosiddetta «alla pala» sono ben altri aspetti, come la lievitazione e il tipo di cottura. A garantire un eccellente grado di digeribilità, oltre che l’alta percentuale di acqua, sono le 72 ore di lievitazione (anche se in alcuni casi si scende di qualche ora per maggiore comodità). La cottura, poi, avviene di solito in forno elettrico senza ventilazione con una temperatura intorno ai 250° C da un minimo di otto minuti fino a un massimo di tredici. Una volta cotta la pizza è fatta raffreddare su una gratella in modo da far evaporare l’umidità in eccesso facendola diventare particolarmente friabile e croccante.

Anche tu ami la pizza romana ma abiti nel milanese? Nessun problema! Basta scegliere il posto giusto dove gustarla al meglio. Come la pizzeria Milano Pizzottella, il nuovo brand del gruppo Ranucci e il primo progetto focalizzato sull’offerta della pizza romana in teglia a Milano, nato da un’idea dell’oste romano David Ranucci e del suo storico amico giornalista Fabio Carnevali, con il coinvolgimento di Jacopo Mercuro, quotato pizzaiolo romano.

Il format unisce la vicinanza alle tradizioni, la selezione delle materie prime e la proposta di ricette e abbinamenti della cucina tradizionale – principi cari a David e storicamente valorizzati dall’offerta gastronomica del Gruppo – a un approccio innovativo al prodotto che si rifà, invece, all’esperienza di Jacopo e del processo di produzione e lavorazione scelto. Sullo sfondo, la «romanità» e l’appartenenza della pizza romana in teglia all’universo di valori, storia e tradizioni del territorio di Roma e del Lazio. L’ambiente è molto caldo – caratteristica di tutti i ristoranti del gruppo Ranucci – con mattoni a vista alle pareti e soffitti in travi di legno originale. L’ampio banco di tre metri, rivestito in piastrelle di gres vietrese decorate a mano, può contenere contemporaneamente 14 tipologie di pizza. Il menu è scritto e aggiornato giorno per giorno alla lavagna.

 

 

 

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